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Un saluto riflessivo

Gabriele Rabaiotti
Presidente Consiglio di Zona 6 - 2011-2016


Gentili Consigliere e Consiglieri

Si apre questa sera l’ultima seduta di questa consigliatura. Volevo rubare qualche minuto poiché sento il bisogno di fare, con voi, qualche considerazione. Mi limiterò a rileggere il percorso fatto insieme; non vuole essere un discorso elettorale (quante cose abbiamo fatto, quante cose potevamo fare, quante cose speravamo di fare o, ancora più furbescamente, quante cose hanno fatto altri ma è meglio dire che le abbiamo fatte noi).

Mi piacerebbe che ci soffermassimo sul nostro ruolo, sulla funzione di questo decentramento (prossimo, speriamo, ad un processo di cambiamento), sul nostro modo di lavorare. Potremmo chiamarla una riflessione interna.

Non è stato facile ma ritengo che le sere che abbiamo trascorso qui a discutere, confrontarci, qualche volta a litigare e poi a decidere hanno mostrato, non senza fatica, un modo di fare politica. Pur dentro l’insoddisfazione e la frustrazione alimentate dal non essere nella condizione di dare facilmente risposta ai cittadini e ai problemi che ci venivano presentati o che noi stessi rilevavamo nei quartieri e pur dentro alle dinamiche di contrapposizione tra le parti (non sempre comprensibili), sento di poter dire che abbiamo fatto un bel lavoro!

E’ stato un lavoro che si è arricchito proprio grazie al confronto che avveniva in Commissione e poi in Consiglio. Lo abbiamo visto: quando siamo riusciti a sviluppare uno scambio sui contenuti e sulle cose da fare abbiamo prodotto decisioni mediamente migliori.

Abbiamo misurato uno spazio di partecipazione , forse, di democrazia o di qualche cosa che ha provato ad assomigliargli. Nessuno di noi può scappare dal cittadino che gli abita accanto, che attraversa con lui la strada, che passeggia nel parco, che si affianca sull’autobus. Noi siamo vicini alla domanda ed è difficile scappare da questo compito, quello di dover dare una risposta, almeno di provarci. Questo essere vicini, essere prossimi scalda gli animi, a volte aumenta la temperatura del dibattito e del conflitto ma permette un forma di controllo diretto della nostra azione. I cittadini che hanno partecipato in questi anni (e che ringrazio per la pazienza con cui ci hanno seguito) hanno visto in faccia chi votava e cosa votava, hanno ascoltato i nostri interventi, hanno colto il nostro pensiero sulla realtà. Ora ci conoscono di più e meglio; il loro voto diventa più consapevole, il loro esercizio di democrazia non si risolve solo nel voto ma altri spazi e altre possibilità si delineano come campi praticabili.

Per questi motivi (e anche per altri che qui non ho tempo di riportare) ritengo che il Consiglio di Zona sia l’ultimo baluardo, per quanto sgangherato e assolutamente migliorabile, sia l’ultimo baluardo partecipativo e di democrazia vicina. Sbagliano dal centro a non considerarlo come rilevante e sbagliamo noi se non affermiamo la sua centralità, se non affermiamo la paradossale centralità del decentramento. Qui abbiamo visto abitanti dei quartieri, associazioni, organizzazioni che intervengono nella città e qui li abbiamo incontrati e conosciuti. Non nelle segrete stanze, non nella relazione del favore (che chiede di essere restituito in qualche modo) ma nell’aula pubblica, nella sede dell’istituzione pubblica. Vi ho sempre detto che da qui poco si poteva fare e ne sono ancora convinto e spero per questo che domani da qui molto di più possa essere fatto ma in questi cinque anni non ci siamo fermati nella nostra impotenza e neanche ci siamo limitati alla rivendicazione contro un centro che non ascoltava e faceva altro (cosa peraltro non sempre vera) ma abbiamo cercato di costruire una relazione e un rapporto che risultassero utili a costruire risposte più coerenti con le nostre indicazioni e con i nostri indirizzi. Abbiamo fatto le staffette e questo potevamo fare per riuscire ad essere più utili ai cittadini di questa parte di città. Io ho fatto la staffetta con la mia bicicletta e forse per questo lascio stremato; credo di non avere il fisico.

Anche per queste ragioni ringrazio tutti voi. Certo potevamo fare di più e meglio. E’ sempre così. Ma chiudo questo mandato dicendovi che ce l’abbiamo messa tutta e sono convinto che quanto siamo riusciti a fare, tanto o poco che sia, è l’esito di questo lavoro fatto insieme, non solo come maggioranza ma anche come opposizione. Cosa è infatti la democrazia se non la cura delle minoranze, di tutte le minoranze e la possibilità di dare a queste la voce?

Ringrazio le Presidenti e i Presidenti di Commissione che hanno alimentato instancabilmente questo luogo di discussione e decisione, ringrazio i capigruppo che hanno avuto il compito di rendere questi incontri in aula produttivi, ringrazio il personale che ci ha pazientemente affiancato, il Direttore, i funzionari e i dipendenti tutti che hanno condiviso con noi questo tentativo quasi impossibile di poter fare di più di quello che il mandato istituzionale ci consegnava.

Ai consiglieri che si ricandidano per proseguire questa avventura o iniziarne di nuove faccio un ‘in bocca al lupo’ e un buon proseguimento di lavoro; a coloro che non si ricandidano l’augurio di trovare nel tessuto vivo della città nuove occasioni per occuparsi dell’interesse pubblico e per essere utili e di aiuto a chi ha meno.
Milano, 20 aprile 2016 

Quartiere Lorenteggio: un progetto di riqualificazione sociale ed edilizia attraverso le risorse dei fondi strutturali 2014-2020

commento di 
Gabriele Rabaiotti
Presidente Consiglio di Zona 6

Non è facile, in poche battute, restituire l’operazione Lorenteggio.
Il quartiere compreso tra le vie Giambellino, Inganni, Lorenteggio e Odazio, di proprietà di Aler Milano è, tra le realtà popolari storiche della città, quello che negli anni è risultato il meno seguito. L’ultimo intervento di ristrutturazione significativa (comunque parziale) risale a metà degli anni Ottanta. Da più di quindici anni le Amministrazioni Comunali, unitamente ad Aler, hanno tentato di mettere a punto un modello di intervento per il quartiere cercando di combinare, senza successo, strumenti tecnici e risorse economiche. ‘Piani di Recupero Urbano’, ‘Società di Trasformazione Urbana’ e Fondi Immobiliari per il Social Housing si sono alternati sulla scena non riuscendo a raggiungere l’obiettivo. Le ragioni del fallimento sono diverse ma una cosa è risultata nel tempo evidente: gli interventi sui quartieri popolari sono materia complessa. Servono tanti soldi, servono attenzioni molteplici che si integrino tra loro sin dalle fasi di progettazione (sociali, architettoniche ed edilizie, urbanistiche, culturali), serve trovare un giusto punto di equilibrio tra le decisioni delle istituzioni (Regione, Aler, Comune di Milano, Consiglio di Zona), le capacità e le possibilità delle organizzazioni del territorio (associazioni, cooperative, comitati) e le competenze e i bisogni espressi dagli abitanti. Serve una visione in grado di lavorare sulla parte più dura, rappresentata dalle case e il contesto, fatto di spazi aperti (cortili, piazze, strade, giardini), di servizi (il mercato, le scuole, la parrocchia, la biblioteca, i negozi, i trasporti pubblici), di relazioni già attive e potenzialmente attivabili. Servono infine accordi e intese forti tra i diversi operatori chiamati ad intervenire dal momento che nessuno è in grado di farsi carico, da solo, della complessità del quartiere.
Possiamo dire che questa volta le condizioni ci sono: 80 milioni di euro provenienti dalla Comunità Europea, dal Governo, da Regione Lombardia, dal Comune di Milano, da Aler. Un meccanismo economico che sta combinando risorse che arrivano da fonti differenti e che sta già cominciando a catturarne altre orientando verso il quartiere Lorenteggio investimenti che non avevano precise destinazioni (recupero alloggi sfitti e bonifiche dall’amianto).
L’istituzione di una Cabina di Regia (tecnica e politica) che tiene insieme, grazie ad una Protocollo di Intesa, Regione, Aler e Comune di Milano. Una struttura tecnica che combina competenze tecnico-ingegneristiche (Infrastrutture Lombarde) e competenze socio-culturali (progetto VALE, promosso da associazioni del quartiere). Un gruppo interassessorile che, all’interno del Comune di Milano, sta raccogliendo proposte di intervento dai diversi settori per coordinarle e combinarle tra loro in un piano integrato di azione. E’ così partito un processo che allarga progressivamente il progetto e gli approfondimenti tematici al contributo delle associazioni e degli abitanti.
In questo primo anno sono state costruite le condizioni, necessarie ma non sufficienti, per poter sviluppare un progetto di rigenerazione urbana integrata; il più importante intervento su un quartiere popolare a Milano che ha tutte le caratteristiche per potersi posizionare come intervento pilota nel panorama nazionale ed europeo.
A Dicembre verrà presentato l’Accordo di Programma ed il masterplan. Con questi documenti viene definito il piano dei tempi e il piano di spesa e con il prossimo gennaio potranno essere attivati gli approfondimenti progettuali relativi alle diverse dimensioni progettuali (le case, i cortili, le connessioni e la mobilità, i servizi pubblici per la comunità locale e per la città). Successivamente vedremo i primi interventi. Dovremo muoverci in un sistema che ha e avrà dei vincoli ma che apre una molteplicità di occasioni e di opportunità. La prima è la possibilità di restituire dignità e di dare un volto nuovo ad un quartiere popolare e ai suoi abitanti. Un quartiere e tante famiglie che per anni hanno vissuto in una condizione di abbandono sempre più pesante. Comincia ora una inversione di marcia e di direzione che abbiamo fortemente cercato e voluto e che richiede, a tutti, tante energie e un po’ di pazienza. Accanto alle associazioni del quartiere il Consiglio di Zona ha giocato il suo ruolo ascoltando quanto veniva con forza richiesto, cercando prima l’appoggio della giunta e del consiglio comunale e poi, con loro, richiamando Aler e Regione a fare altrettanto. Ora siamo pronti per partire e questo è un primo grande risultato. Il secondo sarà quello di riuscire a fare questo percorso insieme perché solo così, insieme, si fanno le politiche. Anche il ‘fare insieme’ va costruito e noi siamo pronti a farlo sapendo che “le città non ci vengono totalmente imposte da direttive economiche e politiche impartite dall’alto; e non sono neppure completamente determinate dal basso, a opera di forze oscure che sarebbe impossibile identificare e impensabile, a maggior ragione, controllare. (…) le città, come i loro abitanti, sono un misto di bene e male” (Rykwert, La seduzione del luogo, 2003)

Bianco Inverno 2015 Zona 6 – Il Natale Migrante

commento di 
Rita Barbieri
Presidente Commissione
Cultura e Aggregazione Sociale Z6

Dall’11 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016, 18 iniziative e 25 appuntamenti a ingresso gratuito. 
Il Bianco Inverno è ormai una manifestazione entrata a far parte delle abitudini e del costume della città, e ogni anno registra un notevole gradimento, incremento di pubblico e partecipazione dei cittadini.
Nel 2015 il Consiglio di Zona 6 ha voluto imprimere all'evento un carattere il più aperto e inclusivo possibile, renderlo multiculturale e multienico: per questo è stato intitolato “Bianco Inverno 2015 Zona 6 – Il Natale Migrante”.
Lo scopo è quello di offrire momenti di cultura, riflessione e aggregazione, positivi e partecipati, per vivere il Natale in modo autentico e attuale, una festa che racconta dell’uomo migrante coniugando più fattori: quello religioso e della gioia, quello dell’accoglienza e dello scambio, quello della tolleranza e accettazione delle differenze, quello della mescolanza e contaminazione, quello della non violenza e pace tra i popoli.
Il palinsesto è stato organizzato dal Consiglio di Zona 6, insieme alle associazioni, alle biblioteche, alle scuole, ai teatri, alle parrocchie che operano nel territorio.
Il programma, articolato in 18 iniziative e 25 appuntamenti a ingresso gratuito, per adulti e bambini, sarà a prevalente indirizzo musicale, perché la musica è tra le espressioni artistiche quella che meglio si presta ad agire i sentimenti e i valori sopra citati, ma non mancheranno gli appuntamenti con il teatro, la tradizione (il Presepe, le Zampogne, i Cori, i Balli folcloristici, la Befana), i momenti di raccoglimento e riflessione.
Si svolgerà, dall’11 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016, negli spazi pubblici comunali, come SeiCentro e la ex Fornace, nelle Biblioteche del S. Ambrogio e del Lorenteggio, nelle Scuole, nei Teatri, nelle Chiese, nel Palazzo del Ghiaccio, nel Mercato Comunale.

Percorsi di legalità e giustizia in Zona 6


commento di 
Giovanna Carloni
Presidente Commissione
Scuola, Progetti Educativi e Civici Z6
Rita Barbieri
Presidente Commissione
Cultura e Aggregazione Sociale Z6

È trascorso ormai un anno dal 15 novembre del 2014, quando la Zona 8 consegnò il testimone “Percorsi di legalità e giustizia” alla Zona 6, dando così un inizio simbolico ad una serie di iniziative finalizzate a sensibilizzare la cittadinanza sul tema della legalità e sulle diverse declinazioni che essa assume: dal tema dei diritti universali, primari e civili, alla giustizia sociale, dal tema dei doveri al tema del rispetto delle regole, dei valori e dei beni comuni.
Un tema che in questa consigliatura è sempre stato molto sentito e in più occasioni presente nelle iniziative proposte dal Consiglio di Zona 6 alla cittadinanza: la cultura della legalità.
E' solo attraverso un profondo cambio culturale infatti che il cittadino comune può contribuire a contrastare in modo efficace il diffondersi della illegalità. Ma è difficile contrastare ciò che non si conosce. Che si fa finta di non conoscere. Che non si vuol vedere.
“Conoscere per contrastare” è stato quindi il filo conduttore che ha caratterizzato le iniziative proposte in modo più incisivo durante questo anno.

E' stato un percorso intenso e ampio, culminato nei mesi di marzo e novembre con un fittissimo programma, ma che ha attraversato e permeato la stragrande maggioranza delle attività culturali, educative, sociali, ludiche e sportive del Consiglio di Zona 6.
Ci siamo occupati delle tante sfaccettature di questo complesso e avvincente argomento: la trasparenza, la giustizia, le infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e commerciali, i reati ambientali, il rispetto del prossimo, delle regole e delle differenze, la tolleranza e solidarietà, la violenza contro le donne.

Abbiamo iniziato, simbolicamente, con una serata organizzata nella sede istituzionale della Zona, in V.le Legioni Romane 54, un luogo insolito per i dibattiti pubblici, ma volutamente scelto: là dove più facilmente si insinuano infiltrazione e corruzione, là va aperto e affrontato il dibattito pubblico. E' là che chi ricopre un incarico politico si deve porre a diretto confronto con il cittadino. Non è il circolo di partito o la sala del quartiere il luogo giusto per aprire una profonda riflessione che deve essere di ciascuno di noi.
I cittadini della Zona hanno così avuto modo di conoscere meglio la Commissione consiliare Antimafia del Comune di Milano e la Commissione Speciale Antimafia della Regione Lombardia: cosa sono, perché ci sono, come operano, con quali modalità strumenti e risorse, quali obiettivi si sono date, quali raggiunti, quali quelli su cui stanno lavorando.
Un percorso che, passato da Book City 2014 al Festival del Teatro "Mi6Teatro" del maggio 2015 (imperniati entrambi sul tema della legalità), dalle numerose conferenze ai confronti e dibattiti pubblici, dalle serate di musica a quelle di poesia negli spazi pubblici di SeiCentro, ex Fornace, biblioteche, CAM o spazi privati (Teatri, le sedi delle associzioni sociali, culturali e sportive come la Canottieri Milano), si chiuderà al Teatro Milano il 24 novembre 2015, lo spazio più ampio della Zona 6, dove i cittadini, e in modo particolare chi ricopre un ruolo educativo, avranno modo di confrontarsi con Gherardo Colombo, su quello che è il cuore dei "Percorsi di Legalità e Giustizia": l'Educazione alla Legalità.

I Ragazzi Consiglieri delle 7 scuole che hanno aderito nell'anno scolastico 2014-2015 al progetto del "Consiglio di Zona delle Ragazze e dei Ragazzi"- Primarie Narcisi, Pestalozzi, Vigevano e Secondarie Cardarelli, Casati, Gramsci e Rinascita - hanno scelto di declinare il tema della Legalità attraverso differenti iniziative e attività: i murales sulle diverse culture (realizzato sul muro di cinta della scuola Narcisi), il concorso letterario "Legalità per me è ...", la proposta di codice di comportamento sportivo e di regolamento dell'uso degli spazi verdi pubblici, sono le proposte da loro realizzate a seguito di significative discussioni e vivaci confronti tra loro, avvenuti nel corso di quattro sedute del loro consiglio, durante le quali hanno dato prova di riuscire a fare sintesi, dimostrando grande maturità e impegno.
I ragazzi delle scuole superiori in occasione del Festival dei Beni confiscati, sono stati stimolati alla riflessione sul significato della parola "Mafia". Partendo da una frase di Rita Atria "Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarsi" sono stati portati a interrogarsi su quelli che sono i "comportamenti mafiosi", a prendere coscienza che termini e atteggiamenti che a volte sembrano divenuti linguaggio comune, nascondano un atteggiamento mafioso.
"A Milano la Mafia non esiste. Firmato la Mafia", è lo slogan del Festival dei Beni confiscati. La Mafia però non si firma. La Mafia c'è. Bisogna imparare a vederla. A riconoscerla. A capire quali sono i segnali sospetti. A segnalarli. Deve essere una lotta culturale, che coinvolge ognuno di noi.
A tutti gli studenti delle scuole di Zona 6 è stata data l'opportunità di confrontarsi con i ragazzi dell'Istituto Penale Minorile "Cesare Beccaria", in occasione del Festival del Teatro "Mi6Teatro" 2015, quando grazie all’Associazione Puntozero, hanno portato in scena "Errare humanum est...". A tutti loro è stata infine offerta l'opportunità di conoscere la storia particolare e significativa di un giovane come loro, Peppino Impastato, ammazzato dalla mafia in Sicilia, la sua terra, ucciso perché la combatteva, attraverso lo spettacolo teatrale "AUT", un matinée organizzato appositamente per le scuole, a cura dell’Associazione Teatrale Linguaggicreativi, che ha sede in Zona 6.

Un percorso che nella nostra visione non si esaurisce qui, con il passaggio del Testimone alla Zona 3. Ma è un percorso che andrà avanti, continuerà con altre occasioni, altri momenti di dibattito e confronto per offrire e raccogliere sempre nuovi stimoli e portare nuovi spunti di riflessione.

Piazza Paci: alla Barona ritorna all'antico splendore "IL CENTAURO"

commento di 
Gianna Cipriani
Vicepresidente Commissione Ambiente Z6

Martedì 29 settembre i cittadini del quartiere sant’Ambrogio 2, rappresentati dal Comitato di Quartiere, si sono incontrati alle 17 per l’inaugurazione della Fontana del Centauro di Igor Mitoray e della Grande Rotazione di Nino Cassani, da poco restaurate.
Molte le presenze di spicco che hanno affiancato i cittadini più accorti alle vicende di quartiere, tra i quali G. Ciavarelli (presidente del Comitato), il Presidente di Zona 6 G. Rabaiotti, l’assessora C.Rozza, l’architetto Bonfanti (responsabile del progetto) e la dott.sa Milly Moratti.
Da diverso tempo ormai si aspettava questo momento e l’inaugurazione, svolta in maniera semplice e dignitosa, ha reso il pubblico soddisfatto del risultato finale lasciando anche spazio a pura commozione negli occhi dei presenti: avere nel quartiere due opere di tale eccellenza non è cosa comune.
Il restauro di queste opere d’arte, per le quali è andato un sincero plauso agli addetti ai lavori, permetterà che Arte e Bellezza siano contemplate quotidianamente dai cittadini anche durante una semplice passeggiata a fine giornata. Non trascurabile il fatto che le opere d’arte siano state restaurate in poco più di 60 giorni e con un impegno di spesa di circa 25 mila euro (contro i 90 mila euro impiegati nel 2003).
Nei pressi delle due opere verrà installato, a breve, un cartello che riportando semplici cenni storici permetta di far “apprendere” “leggere” e “conoscere” piccoli passi del nostro quartiere.
Tra i presenti anche un alunno dell’IC Sant’Ambrogio che, nella sua tesina di licenza media, aveva argomentato l’opera di Mitoray: felice per aver conosciuto un grande artista aveva scoperto che una sua opera era proprio sotto casa!
I nostri amministratori hanno fatto un appello accorato affinché la Fontana e i Monumenti non siano oggetto di vandalismo: ogni atto vandalico, oltre a deturpare delle opere d’arte, ha un costo che viene a gravare su tutti.
Occorrerà quindi impegnarsi sia per “rispettare” che per “vigilare” affinché venga salvaguardato il patrimonio comune.
E’ stato molto importante incontrare amici e conoscenti per poter scambiare idee ed opinioni e…l’augurio di tutti è che così come sono ritornate all’antico splendore la Fontana del Centauro e la Grande Rotazione possano rivivere anche le nostre Periferie che purtroppo sono sempre poco considerate dai “piani alti” nonostante i grandi sforzi dei Consigli di Zona.

Il Consiglio di Zona 6 delle Ragazze e dei Ragazzi - anno della legalità

commento di 
Giovanna Carloni
Presidente Commissione Scuola Z6

Legalità per me è ...
Si è concluso il secondo anno di attività del Consiglio di Zona 6 delle Ragazze e dei Ragazzi. Un percorso quello di quest'anno che ha avuto come filo conduttore, il tema della legalità.
I Ragazzi Consiglieri delle 7 scuole che quest'anno hanno aderito - Primarie Narcisi, Pestalozzi, Vigevano e Secondarie Cardarelli, Casati, Gramsci e Rinascita - hanno scelto di declinare il tema attraverso diverse iniziative e attività. Progetto Murales, Iniziative sportive, Concorso letterario, Proposta di codice di comportamento sportivo e di regolamento dell'uso degli spazi verdi pubblici, sono le proposte formulate e discusse dai ragazzi nel corso delle quattro sedute in plenaria nelle quali hanno avuto modo di confrontarsi tra di loro, e nelle quali hanno saputo fare sintesi del lavoro svolto nelle loro scuole dando prova di grande maturità e impegno. Le proposte sono poi state portate all'attenzione dei Consiglieri adulti, presentate dai rappresentanti dei ragazzi e con loro discusse all'interno della commissione Scuola congiunta con le commissioni competenti per area tematica, che le hanno assunte, trasformate in delibera e supportate per permettere loro di realizzarle e portarle a compimento.
Un importante progetto di educazione alla cittadinanza attiva, quello del CdZRR, che permette ai Ragazzi delle nostre scuole di sperimentare i percorsi di partecipazione e di democratico confronto.
Un progetto che vede lavorare insieme e in sinergia le scuole del nostro territorio, grazie al contributo e alla disponibilità dei loro docenti. Un progetto che permette ai ragazzi di andare oltre i confini del proprio quartiere, di conoscere e confrontarsi con i loro pari frequentanti le altre scuole della Zona.


Ristrutturazione linee ATM in zona 6


La ristrutturazione ha perseguito le seguenti finalità:
- eliminare le inefficienze della Linea 95 legate a fenomeni di irregolarità e sbilanciamenti di carico
- migliorare le relazioni interne al quartiere e soprattutto l'accessibilità all'Ospedale San Paolo
- ottimizzare i collegamenti con la rete metropolitana
- razionalizzare i servizi di tpl al fine di ridurre/limitare le sovrapposizioni esistenti tra le linee
- creare una connessione con il mezzo pubblico, attraverso il cavalcavia Giordani, tra i quartieri "Lorenteggio" e "Ronchetto sul Naviglio" e tra quest'ultimo e la linea metropolitana M1
- garantire una maggiore permeabilità delle linee di tpl nel settore urbano compreso tra le vie Ettore Ponti e viale Famagosta

Un primo bilancio del lavoro in Zona 6

a cura di
Gabriele Rabaiotti - Presidente CdZ6 
18 marzo 2015

Questa nota poggia su alcune premesse che vi chiedo di tenere da subito in considerazione.
La restituzione non ha alcuna pretesa di esaustività. Riporta solo una parte del grande lavoro la quota più importante del quale è rimasta ‘sospesa’ tra la decisione (le nostre delibere) e l’azione (le procedure attuative in capo all’amministrazione).
La selezione delle cose fatte nasce dalla preoccupazione di trasferire ai cittadini quanto abbiamo fatto di rilevante in termini di ‘azioni incidenti’. Cerca quindi di portare alla luce quello che potrebbe risultare interessante per chi abita in zona oltre ai tombini, alla pulizia dei marciapiedi, alle strisce pedonali che inizialmente ci sembravano così importanti ed apparivano le uniche cose fattibili.
Non tutto quello che elenco ha seguito la procedura di attuazione prevista dal funzionamento della macchina amministrativa (discussione istruttoria in commissione, discussione e delibera in consiglio, assunzione del ‘deliberato’ da parte dei settori competenti dell’AC, individuazione degli strumenti di attuazione, realizzazione). I risultati assomigliano più all’esito di una molteplicità di interventi, di una moltiplicazione confusa dei punti di pressione sulle direzioni centrali e sugli assessori, di occasioni di confronto in cui le questioni in oggetto sono state riprese, ridefinite, sottoposte a preliminari verifiche di fattibilità. In alcuni casi le azioni sono state pre-concordate e poi decise.
Insomma, lo sforzo che ha accompagnato le ‘cose fatte’ è stato importante, spesso eccessivamente faticoso e ridondante ma sicuramente racconta del contributo plurale, non imputabile, mai, ad una sola persona o ad una sola azione. Anche per questo motivo ho insistito fin da subito con voi sul superamento di un più o meno esplicito protagonismo delle Commissioni, di una conseguente ‘settorializzazione’ dei problemi e delle risposte, di una suddivisione/spartizione del budget per capitoli tematici. Sono sempre più convinto che quello che siamo riusciti a fare è il prodotto di una azione collettiva e che, proprio per la sua interna molteplicità, risulta alla fine utilmente integrata. Il modo in cui abbiamo interpretato l’anno della legalità in zona 6 (con l’apertura del mese di marzo a questo tema dedicato) dice e dimostra quale sia il valore aggiunto che deriva dalla scelta di lavorare insieme.
Abbiamo cercato di usare una modalità di trattamento coerente con la natura dei problemi affrontati, mai settoriali e solitamente complessi, evitando una lettura riduttiva che li riconduce forzatamente al modello organizzativo che la struttura amministrativa tende a darsi. Mi piace dirvi che questo modo di agire approssima quello che la politica dovrebbe aspirare ad essere e a fare; l’uscita è ‘insieme’, il merito è di molti se non di tutti e la straordinarietà di quello che ho voluto evidenziare ci rende (almeno un po’) ragione! 

Sembra evidente a tutti che si tratta di operazioni ‘straordinarie’, che ci hanno permesso di lavorare, accanto alle questioni più minute, puntando in alto, traguardando un diverso orizzonte, trovando occasioni di confronto con la Giunta e gli uffici attorno a progetti di scala urbana e cittadina. 
Non voglio qui negare l’importanza e la necessità di dare risposte anche alle domande più immediate ed urgenti (peraltro mai semplici nel percorso di costruzione della risposta) ma spingervi a considerare la zona come un ambito possibile di lavoro nella e per la città, a guardare la zona non come se fosse la filiale decentrata chiamata ad obbedire silenziosamente e a dare operatività agli indirizzi trasferiti dal centro ma come ambito di lavoro politico capace di interagire e dibattere con l’Amministrazione centrale, di concorrere alla costruzione delle politiche per Milano, dentro ad uno spazio di co-progettazione e di co-gestione dell’azione pubblica. Anche noi siamo il Comune di Milano; non siamo altro! 

Ovviamente l’elenco non serve solo a riflettere insieme su quello che abbiamo fatto ma anche ad essere integrato e arricchito cercando di non tradire la prospettiva che lo stesso elenco assume.

Un nuovo inizio per il quartiere Lorenteggio

commento di
Gabriele Rabaiotti - Presidente CdZ6 
Doris Zaccaria - Capogruppo PD Z6

Il 9 marzo, dopo mesi di trattative e di incertezze, è avvenuto un incontro che avrà un impatto determinante sulle vite di molti cittadini della nostra zona: gli Assessori De Cesaris e Benelli hanno firmato un accordo con Regione e ALER per la rigenerazione urbana del quartiere Lorenteggio.
Il Protocollo d’Intesa prevede uno stanziamento complessivo di 85 milioni di euro che servirà per ridare dignità a una parte della città da troppo tempo abbandonata all’incuria e al degrado.
Non è stato facile arrivare a questo punto: da mesi il Comune aveva già messo sul piatto la sua parte (20 milioni di risorse proprie e 5 milioni provenienti dal Piano Operativo Nazionale) e attendeva che anche Regione/Aler, proprietarie delle case popolari del quartiere Lorenteggio, concretizzassero il loro impegno.
Recentemente la Regione Lombardia è riuscita ad accedere a risorse europee: 55 milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e 5 provenienti dal Fondo Sociale Europeo (FSE).
Un primo passo importante è stato fatto e ora finalmente per gli abitanti del quartiere Lorenteggio si apre una nuova fase.
La cifra stanziata permetterà di intervenire sulle case popolari, sugli edifici a servizio di proprietà pubblica, ma anche di avviare laboratori sociali e di aprire un'interlocuzione continua con i cittadini. 
In particolare, saranno le risorse del FSE a garantire un’azione mirata all’inclusione sociale, che passerà attraverso la progettazione partecipata ma anche attraverso azioni di sostegno al reddito degli inquilini in difficoltà e più in generale a misure di accompagnamento finalizzate alla coesione sociale.
Per raggiungere questi obiettivi, il piano di riqualificazione prevede un’attività di supporto finalizzata a coinvolgere i cittadini e gli abitanti delle case popolari e a raccogliere progetti di nuovi servizi ( ad esempio percorsi formativi e di qualificazione professionale, misure per l’inserimento nel mondo del lavoro, azioni di animazione territoriale e di promozione culturale, sostegno al commercio di vicinato,…) che potranno integrare utilmente l’intervento di recupero edilizio.

I prossimi passi
Dopo la firma del Protocollo di Intesa, il prossimo passo è quello di costituire un Tavolo di Confronto fra le parti firmatarie.
Regione e Comune agiranno in una logica di co-progettazione e dovranno quindi definire insieme come si articolerà concretamente il piano di intervento definendo un progetto architettonico e sociale accompagnato da un crono-programma.
Come Consiglio di Zona 6 abbiamo sin da subito sostenuto la necessità di lavorare per un finanziamento straordinario, abbiamo spinto l’amministrazione a giocare di anticipo sulla Regione evidenziando la disponibilità del Comune a mettere in campo risorse pur essendo un quartiere di proprietà Aler. Insieme alle molte associazioni localmente presenti abbiamo seguito con grande interesse e partecipazione la vicenda e continueremo a farlo ritenendo che l’essere vicini al quartiere e a chi lo abita rappresenti un valore e un punto di forza per il progetto dal nostro punto di osservazione privilegiato su quest’angolo di città.
Già da tempo abbiamo rilevato che le condizioni di degrado in cui versa quest’area non riguardano soltanto la pur grave situazione degli stabili, ma anche la tenuta sociale del quartiere e le sue condizioni di sicurezza.
Questo raggruppamento di case popolari, nato ormai 70 anni fa, ha rappresentato per decenni un luogo dalla forte identità, che si caratterizzava per l’accoglienza e la solidarietà.
Quel modello di convivenza sembra ormai tramontato insieme alla chiusura delle industrie e alla dismissione delle attività produttive.
Oggi è quindi importante non solo ristrutturare le palazzine fatiscenti, ma recuperare una dimensione sociale che per anni è venuta a mancare, consegnando gli abitanti alla sfiducia, all’isolamento e alla paura. Nuove sfide ci aspettano.
La rigenerazione urbana è un processo dalle alchimie complicate. Sarà nostro compito dare il contributo necessario per far sì che questa enorme opportunità non rimanga sulla carta, ma si trasformi in una reale occasione di riscatto per gli abitanti del Lorenteggio.

Parco Colombo: saniamo una ferita nel quartiere!

commento di 
Elena Ruginenti
Presidente Commissione Sport, 
Sportelli di Servizio, Pari Opportunità Z6

Giugno 2014: decaduta l’ultima candidatura privata, il Consiglio di Zona 6 delibera di mantenere in capo alla zona stessa risorse pari a circa 500.000,00 Euro, derivanti da oneri di urbanizzazione del nuovo quartiere Lorenteggio, e di destinarle ad avviare un progetto di riqualificazione per il Campo Colombo.
Inizia così, da parte dell’Assessorato allo Sport di Chiara Bisconti e il Presidente di zona 6 Gabriele Rabaiotti, coadiuvati dai loro staff, un processo di esplorazione per trovare una strada differente che, forte di un finanziamento se pur minimo, poteva vedere il Comune protagonista in qualità di promotore di un approccio di partecipazione attiva da parte dei cittadini di un disegno inedito a Milano: la progettazione di un Parco sportivo pubblico all’aperto, seguendo l’esempio di altri spazi sportivi nelle città del Nord Europa. Accanto alla piscina, ai campi da tennis, ai campi da calcio e calcetto già presenti nel quartiere, verrà quindi ampliata l’offerta sportiva mettendo a disposizione della collettività uno spazio attrezzato per l’allenamento e la pratica degli sport a corpo libero e su ruote, rispondendo in questo modo alla richiesta che famiglie, ragazze/i e giovani ci avevano posto: di poter praticare lo sport nelle forme più contemporanee e in forma libera in spazi attrezzati.
Il 9 marzo 2015, in sede di Conferenza stampa, l’Assessora Bisconti e il Presidente di zona 6 Rabaiotti hanno annunciato ufficialmente la destinazione di 2/3 del lotto, cioè circa 20.000 mq, ad un nuovo spazio per la pratica sportiva libera e l’apertura del Bando per la Raccolta delle idee: idee in grado di organizzare un nuovo spazio per la pratica sportiva libera. Potranno quindi essere indicate attrezzature, piccole strutture, allestimenti fissi e/o temporanei ed arredi utili alla creazione di un parco sportivo innovativo.

L'impianto comunale di via del Cardellino, 15 prende il nome da Emilio Colombo (Saronno 1884-Milano 1946), assunto alla Gazzetta dello Sport nel 1910, di cui divenne direttore nel 1921, e dove rimarrà a dirigerla fino al 1936.
Costruito tra gli anni ’50 e gli anni ’60 con campi di calcio, di tennis, pista d’atletica, tribune e spogliatoi e considerato una perla dei quartieri sudovest di Milano, è rimasto attivo fino alla fine degli Anni 90; Milano Sport lo ha avuto in gestione fino alla sua cessione avvenuta nel 2009.
Negli anni 2000 è stato mal gestito: abbandonato e non più finanziato, fino a quando nel 2008 dividendolo in due lotti, il Comune ha deciso di metterlo a bando.
Un primo lotto (26.000mq c.ca) è stato assegnato, nel gennaio del 2009, alla società A.S.D. Arca che l'ha rilevato in concessione e che tutt’ora lo gestisce, utilizzandolo essenzialmente per attività calcistiche.
L’altro lotto (30.000mq c.ca) ha invece subito parecchie vicissitudini: assegnato inizialmente ad una società di fitness che aveva in progetto una palestra, e successivamente ritiratasi, è stata oggetto fin dal nostro insediamento nel 2011, di una forte attenzione da parte del nostro Consiglio di Zona. L’allora Presidente della Commissione sport Doris Zaccaria, in collaborazione con i Comitati civici dei cittadini per Milano, promosse a fine 2011 attraverso un questionario, un’indagine tra i cittadini, per raccogliere indicazioni sulle attività sportive utili a definire le linee guida da inserire nel bando per quell’appezzamento. Sulla base di queste, nel 2012 e nel 2013 l’assessorato pubblicò due bandi, per affidare il lotto, ma entrambi i bandi non andarono a buon fine: nessun privato fu in grado o volle mettersi in gioco per rilanciare l’impianto sportivo. Contemporaneamente il Comune dispose la distruzione della tribuna ancora esistente, ma in condizioni disastrate e quindi pericolosa.

La raccolta di idee è aperta a tutta la cittadinanza. Si potrà partecipare individualmente, in gruppo o attraverso organizzazioni pubbliche o private (in forma singola o associata). Ciascuno è invitato a dare il proprio contributo che dovrà distinguersi per il suo carattere innovativo, per la sua originalità e per la sostenibilità realizzativa e gestionale.
Le idee dovranno essere presentate entro le ore 12 di martedì 21 Aprile 2015 e dovranno contenere obbligatoriamente la ‘Domanda di Partecipazione’.
Qui il link al sito con tutte le informazioni utili

Milano 6 Legalità - La città è nostra. Istituzioni e cittadini uniti contro le mafie

commento di 
Giovanna Carloni
Presidente Commissione Scuola Z6

Serata veramente interessante, quella che ha aperto il 4 marzo il percorso sulla legalità in Zona 6. ​
Una serata eccezionale, per i contenuti e gli stimoli che ha portato.​ ​
Una serata organizzata nella sede istituzionale della Zona: un luogo insolito per i dibattiti pubblici. Ma volutamente scelto. ​
Là dove più facilmente si insinua l'infiltrazione e la corruzio​​​ne, va aperto e affrontato il dibattito pubblico. E' lì che chi ricopre un incarico politico si deve porre a diretto confronto con il cittadino​. Non è il circolo​ di partito​ o la sala del quartiere​ il luogo giusto per aprire una profonda riflessione che deve essere di ognuno di noi.

Intensa e toccante la testimonianza del Sindaco di Corleone Lea Savona, ospite inatteso e graditissimo, che con tenacia e ostinazione sta lavorando per portare il suo Comune ad uscire dall'isolamento cui i padrini della mafia corleonese hanno costretto l'intero paese.
Commovente il momento in cui ci ha raccontato come sia passata dalla vergogna di dire che era cittadina ​di​ Corleone, a decidere di candidarsi sindaco per Corleone col fine di valorizzare la presenza di tutti i cittadini onesti presenti nel suo paese. Come il suo primo atto da sindaco sia stato quello di chiedere pubblicamente scusa a tutte le vittime di mafia. Come abbia deciso di intitolare ogni strada del suo paese a una delle tantissime vittime cadute per mano corleonese: un segn​ale tangibile e​ concreto per strappare ai padrini il possesso del suo comune.

Interessanti e avvincenti gli interventi degli ospiti.
David Gentili, presidente della commissione consiliare antimafia del Comune di Milano, che con tenacia ha voluto che le Istituzioni si riappropriassero del ​proprio​ ruolo, che non delegassero solo a esperti e magistratura la lotta alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose.​ ​A Milano la mafia è radicata. La presenza mafiosa è un problema della città. E l'istituzione deve assumersi la responsabilità di attivare tutte le strategie utili a contrastarla.
E, come Gianantonio Girelli - presidente della commissione antimafia di Regione Lombardia - ha sottolineato​ nel suo intervento,​ sta alla base anche della crisi economica in cui la Regione ormai versa da anni. E' la presenza mafiosa, la corruzione, che disincentivano ogni tipo di investimento sul nostro territorio. Frenano l'economia onesta.​
In Regione Lombardia la commissione antimafia è una "commissione speciale": una commissione legata alla attuale legislatura. Una legislatura nata a seguito di scioglimento, anticipato e forzato, della precedente, causato dall'arresto per associazione mafiosa dell'ex assessore Zambetti. Assessore alla casa. Assessore messo lì in virtù di 4.000 voti: voti ottenuti grazie all'appoggio mafioso. La Mafia era arrivata nella Giunta Regionale​.

Difficile contrastare ciò che non si conosce. O che si fa finta di non conoscere. O di non voler vedere.
La mafia non è solo​ piombo e​ controllo violento del territorio. E' anche riciclaggio. Usura. Estorsione. E non è assolutamente improbabile che anche noi ci siamo trovati ad essere, anche in buona fede e senza magari accorgerci, complici di essa. Uno scontrino "caricato". Una serata organizzata inconsapevolmente nel luogo sbagliato.
​"A Milano la Mafia non esiste. Firmato la Mafia", è lo slogan del Festival dei beni confiscati che ha già visto a Milano tre edizioni: Lombardia quinta regione per numero di beni confiscati. Di questi la metà è nel comune di Milano.
La Mafia però non si firma. La Mafia c'è. Bisogna imparare a vederla. A riconoscerla.​ A capire quali sono i segnali sospetti. A segnalarli.
Deve essere una lotta culturale, che coinvolge ognuno di noi.
Perché come ci ha detto Lea Savona: la città è nostra. Non loro.

Una bella serata di politica che avrà valore se stimolerà sempre più persone a schierarsi convintamente, giorno dopo giorno, contro ogni forma di criminalità e sopruso.

Salutando Romolo

Milano, 30 gennaio 2015  


Viene da chiedersi come mai alcuni di noi decidono, ad un certo punto, di fare politica e poi continuano, nella loro vita a farla, senza smettere più.
Io me lo sono chiesto.

Oggi più di un tempo abbiamo bisogno di credere e di affermare che la politica o è un servizio pubblico o è una offesa pubblica.
Romolo mi ha infatti sempre ricordato e mi ricorda che esiste una strada nobile nella politica e che solo questa strada rende forte la politica.
Ma la strada del servizio pubblico è dura, fatta di una salita che non molla e che toglie il fiato.
Io, nuovo venuto, guardavo Romolo cercando di capire di più e meglio che cosa nascondeva la sua dedizione insistente alla politica, alla politica della zona e di questi quartieri.

Qualche cosa mi sembra di averlo capito.
La strada del servizio è fatta di un amore per il territorio che abitiamo e per tutti coloro che con noi lo abitano; è fatta di distacco dalle logiche degli affari e del potere vissuto nella sua forma malata e offensiva, quella del tornaconto personale.
La strada del servizio è fatta di grande rispetto per le posizioni diverse che non significa rinunciare alle proprie idee e allo scontro ma essere sempre pronti a riaprire il dialogo e il confronto; è fatta infine di ricerca della giustizia sociale affinché questa emerga e vinca al di là e oltre i calcoli di convenienza, di utilità individuale, di visibilità.

Questo il testimone che Romolo ci ha lasciato salutandoci. Salutando i consiglieri di tutte le forze politiche, salutando tutti i partiti che lavorano in questi quartieri, salutando tutte le persone che, anche senza saperlo, fanno ogni giorno politica. Lo salutiamo anche noi, tutti noi. Romolo continuerà a parlarci di quella strada e a ricordarcela ogni volta che lo vorremo nuovamente incontrare.

15 Milioni di Euro e di opportunità che il quartiere Lorenteggio-Giambellino rischia di perdere.


comunicato di 
Gabriele Rabaiotti
Presidente Consiglio di Zona 6


Venerdì 19 dicembre, il Consiglio di Zona 6 si è incontrato con le associazioni del quartiere per parlare della sua riqualificazione, per sollecitare insieme una risposta dalle Istituzioni chiamate in causa e responsabili del futuro di questa parte di città.
I quartieri popolari riempiono da mesi le pagine dei giornali.
Si parla di alloggi fatiscenti, di appartamenti non assegnati, di abusivismo, di racket e di criminalità. Dietro ai fatti di cronaca e alle zone d'ombra si nasconde la quotidianità delle persone che in questi quartieri, con fatica e determinazione, vivono e lavorano.
Di questo non si parla, ma anche di un'altra questione non si è è parlato a sufficienza: Lorenteggio-Giambellino rischia di perdere una grande opportunità.
Già da mesi infatti il Comune di Milano ha deciso di destinare 15 milioni di euro per riqualificare almeno una parte delle case del quartiere, ma non potrà intervenire concretamente fino a quando ALER (proprietaria delle case oggetto dell'intervento) o Regione Lombardia non diranno cosa intendono fare e non troveranno le forme giuridiche per consentire al Comune di Milano di lavorare, con sue risorse, sul patrimonio di loro proprietà.
Una occasione importante per trovare altri soldi è legata ai finanziamenti del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale: la domanda deve essere presentata da Regione Lombardia entro fine dicembre ma al momento nulla si sa in merito.
Se saltasse il contributo europeo, sarà in grado la sola Regione di reperire risorse sul proprio bilancio per dare seguito e dare forza alla proposta del Comune di Milano? Cosa potrà e vorrà fare il Comune se nulla dovesse muoversi sul fronte Regione/ALER? Riusciremo a restituire dignità a questo quartiere abbandonato da anni e ad aiutare concretamente chi lo abita?

Area 30 Solari - Tortona

a cura di
Franco Demuro
Consigliere Commissione
Territorio e Mobilità Z6


Sono iniziati a partire dal 1 dicembre 2014, i lavori relativi alla realizzazione dell'Area30 Tortona/Solari.


IL PROGETTO 
Area30 Tortona/Solari è un progetto partecipato integrato frutto di due proposte rispettivamente del Comitato QTS, che rappresentava le Assemblee dei genitori delle scuole Carlo Porta e Bergognone-Foppette, e le associazioni Cittadini Solari e Verdi Segni con l’obiettivo prevalente di salvaguardare la sicurezza degli spostamenti pedonali e in bicicletta da e verso le scuole e mettere in rete-Via Verde- i parchi e le aree verdi ampiamente diffuse nell’ambito di riferimento. Il progetto nel suo sviluppo ha avuto il pieno appoggio del Consiglio di Zona 6 sia in Commissione e con presentazione in altri spazi della Zona, sia con delibera n.5/2014 e dell’Assessorato alla Mobilità, Ambiente, Acqua pubblica, Energia, che aveva in corso di valutazione e di progettazione interventi di riqualificazione di “quartieri” attraverso la realizzazione di zone 30, con l’obiettivo di innalzare la sicurezza, di favorire la mobilità pedonale e ciclabile di ridurre la congestione e l’inquinamento atmosferico.


INTERVENTO 
L’intervento è relativo alla sistemazione superficiale dell’intero sviluppo delle vie Valparaiso, Lanino, Caravaggio e Cola di Rienzo ed interessa inoltre vie Moisè Loira per il tratto da via Stromboli a via Solari, via Stendhal, tra via Foppa e via Tortona, e via Tortona tra piazza del Rosario e via Troya. E’ inoltre compreso il rifacimento localizzato di parte dei marciapiedi in via Bergognone. L’intervento comprende le lavorazioni di formazione di percorsi ciclabili nelle vie Moisè Loria, Stendhal, Valparaiso, Tortona e Cola di Rienzo e l’adeguamento dei marciapiedi per modifica della distribuzione della sosta lungo tutte le vie incluse nei lavori. L’intero ambito sarà regolamentato a zona a 30 km/h, mantenendo escluse da questa limitazione via Bergognone e le vie Foppa e Solari, aventi funzioni di smaltimento del traffico sulla direttrice centro-periferia.

Nello schema si individuano le vie che saranno trasformate in zone a 30 km/h e le modifiche apportate alla viabilità.
In verde – sensi di percorrenza allo stato di fatto.
In blu – sensi di percorrenza modificati in progetto.
L’intervento comprenderà la realizzazione di piste ciclabili monosenso, con direzione di percorrenza opposto al senso di marcia viabilistico. In sostanza, se il ciclista si muove nella direzione delle macchine, non starà sulla pista ciclabile ma si sposterà con le stesse. Mentre invece se il ciclista si sposta in senso contrario alle auto, lo farà su una sua pista dedicata in sicurezza.Tali piste saranno in parte in sede riservata ed in parte in sede protetta, attraverso la realizzazione di cordonature spartitraffico a separazione dalla carreggiata destinata alla viabilità ordinaria.

Book City 2014 - Zona 6, ha funzionato!

a cura di 
Rita Barbieri
Presidente Commissione
Cultura e Aggregazione Sociale Z6

La terza edizione di Book City 2014 Zona 6, il cartellone di 33 eventi organizzato dalla Commissione Cultura, dal Consiglio di Zona 6, insieme alla associazioni culturali, biblioteche, librerie, teatri e parrocchie del territorio, è stata bellissima, UN GRANDE SUCCESSO GRAZIE A TUTTI VOI!
Ha funzionato, nonostante la pioggia incessante, grazie a tre ingredienti essenziali: la rete, la qualità dei contenuti e degli ospiti, la leggerezza con cui sono stati affrontati i complessi temi della Memoria e della Legalità.
Oltre 2000 cittadini hanno seguito con entusiasmo ciascun evento, alla ex Fornace, a SeiCentro, nelle biblioteche S. Ambrogio e Lorenteggio, nella Casa Museo Merini, nel Teatro di Milano, nel Teatro LinguaggiCreativi, nel Teatro AltaLuce, nel Bistrot del Tempo Ritrovato, nella Parrocchia di Santo Curato D'Ars, nella Chiesetta del Lorenteggio, nella sede dell'Istituto Pedagogico della Resistenza, nei pub di Via Vigevano, luoghi deputati alla lettura e luoghi insoliti.
La partecipazione di zona 6 fa pendant con quella cittadina, che ha registrato una presenza di ca. 130.000 persone.
Un successo di tutti impegnati nell'importante obiettivo di promuovere la lettura, per un patrimonio culturale sempre più condiviso e diffuso.
Il prossimo anno vedrà Milano CITTA' DEL LIBRO 2015, e, nell'anno Esposizione Universale, Book City sarà sempre più aperta alle voci e alle culture del mondo. Alla prossima!